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I Canalotti





L'arco naturale


















Una delle tante insenature della scogliera dovuta all'erosione del mare e dei venti nel corso dei millenni.














I riflessi del sole colorano l'acqua cristallina dei Canalotti con tonalità dal verde acqua marina al blu cobalto.
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Fra la spiaggia di Euridice e quella della Forestale, o di Randello, vi è una zona detta dei  canalotti  o cala dell’àmmira (così detta perché in seguito alle tempeste vi si raccoglieva l’ambra, che in dialetto è chiamata, appunto, àmmira), caratterizzata da alte scogliere ed acque profonde che attraggono moltissimi appassionati di pesca subacquea e sportiva. Proprio dinnanzi alla Piazza dei Tramonti realizzata pochi anni fa, la scogliera dei Canalotti forma una vasca naturale che arriva a 6/7 metri di profondità. Tali acque sono un prezioso scrigno che conserva reperti di età greco-arcaica, alcuni dei quali recuperati nel corso delle esplorazioni archeologiche che si sono susseguite negli anni.
Sin dal II millennio a.C. l’approdo di Punta Braccetto – Canalotti, sembra essere stata tappa obbligata in un sistema di approdi ancoraggi lungo le rotte di piccolo e medio cabotaggio che battevano questo tratto della costa meridionale dell’isola ed in particolare di quelle che, doppiato il Pachinum degli antichi (Porto Palo di Capo Passero), si dirigevano, attraverso il mare di Camarina, verso i centri costieri della Sicilia occidentale. A riprova di ciò, negli straordinari fondali prossimi ai Canalotti, sono stati rinvenuti manufatti di altrettanto straordinario pregio a testimonianza della vivacità di questo scalo nell’antichità.
Sin dal XVI secolo i Canalotti sono conosciuti come un ridotto di buone capacità di ormeggio atto “... ad occultare...due galeotte e altri bergantini...” (Camilliani) ed è così definito, forse, per la presenza di due canali, scavati nella roccia, perpendicolari alla costa e alla distanza di meno di 300 m paralleli tra loro. In generale, l’area dei Canalotti è costituita da una serie di piccole baie delle quali almeno due, ancora oggi, offrono buone possibilità d’ancoraggio per imbarcazioni di medie dimensioni che ben si possono riparare dai venti di scirocco.































Proprio in quest'area sono stati ritrovati moltissimi reperti oggi conservati nei musei della zona ed in particolare di Kamarina: ancore in pietra e bronzo, vasellame, alcuni elmi ed un lingotto d'argento.
Nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1943 proprio i Canalotti furono teatro dello sbarco alleato verificatosi all'interno di quella che è passata alla storia come l'operazione Husky che diede il via alla liberazione della Sicilia prima, dell'Italia dopo ed, infine, dell'Europa tutta dal nazi-fascismo. Negli scontri di quella notte persero la vita due finanzieri italiani di stanza nella locale caserma sita sul Braccio della Colombara: Antonino Carnemolla e Salvatore Tribastone.
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